le caramelle del rock
Scritto da Dottor Pleva il 14 Gennaio 2026

Le caramelle del Rock’n Roll (Ad ogni cinquantennio i sempre in gamba)
“Pecunia non olet” e, rienfatizzando, “Auris sacra fame”, 2 motti ben noti al grande Francesco Zappa
indubbia mente perversa e vero discolo del Rock’n Roll di origini dalla Magna Grecia (insomma siciliano). Insomma i soldi sono sempre soldi e, sebbene non diano né vera felicità né amore, ci aiutano ad acquisire succedanei non male. Il Rock’n Roll, ogni anno ce lo insegna, ci fornisce quel bel prodottino, le edizioni deluxe, di dischi a volte fondamentali ma, il più delle volte, non così importanti che hanno comunque
avuto alla loro uscita (appunto decadi fa) successo. La cosa più interessante di ciò è che riportano agli onori della cronaca e delle Hit lo stesso
disco che in media viene ricomprato da vecchi capelloni che, se una volta con onore mostravano a tutti la loro chioma folta, ora escono con la pelata nascosta e con la badante che gli blocca le mani per impedire che certi appetiti, sempre presenti, vengano estrinsecati anche ai nipoti che vanno a prendere agli asili. ||
cinquantennio di cui parliamo è di “Wish you were
STAGE here” uno dei pochi dischi registrati da uno dei gruppi più stitici (in senso artistico) del Rock’n Roll, i Pink
Floyd. Wish successe a Dark dopo ben 2 anni di
spasmodica attesa dei fan del gruppo e, al di là di pochi gioielli musicali (Welcome to the machine), ci fornisce una delle più gustose e appetitose e, al contempo, più insulse caramelle del Rock’n Roll, la canzone che titola l’album. L’uscita dell’album fece scalpore e, credo che tutti i monomaniacali, io tra i primi, ben si ricordino che Ciao 2001 descrisse in ben 2 pagine il disco, solco per solco. Ma analizziamo la caramella non in senso specifico, ma genericamente. Lo stesso tipo caramella, l’osannata Stairway to Heaven, la troviamo in Zeppelin IV. Un riff accattivante, un assolo ben costruito, e il prodotto è sfornato. Altre canzoni, altri tempi ed altre sperimentazioni ci danno la grandezza del gruppo/i in questione e noi, vecchi reprobi del Rock’Roll, nel buio della
nostra stanza, quando i nipoti dormono e sognano
le loro caramelle, abbracciamo nascosti le chitarre e i microfoni della nostra
Revy fantasie e, assieme alla nostra groupie immaginaria, eccoci trasformati nel David e Nick, Jimmy e Robert di turno (please Plant e non altri Robert che di caramelle, per fortuna del Rock’n Roll, non ne hanno mai prodotte), pronti ad affrontare i nostri immaginari fans e dare soddisfazione a tutti i nostri più grossolani appetiti, ma la groupie non la condivido, è solo mia. In fondo, in fondo il Rock è
maschilista.
E poi?.
Ma quella sarà un’altra storia (di fantasia).
NDR. Wish you were Here (la caramellina) è in vetta alla classifica dei “dischi” più venduti (pensaci Giacomino)
Dott. Pleva