LA STAGIONE DELLE ROCK OPERA (O PER MEGLIO DIRE DEGLI ALBUM CONCETTUALI)
Scritto da Dottor Pleva il 19 Gennaio 2026
Incredibile dictu ma siamo stato noi, si noi proprio noi abitanti del bel paese a potere dire ai 4 venti (di BOBBIANA NATURA) di avere avuto l’imprimatur nella stesura e messa in atto della prima opera ROCK. Questo grazie a Tito Schipa Jr che nel 1967 presentò al Piper di Roma Then a Alley (gli amici la chiamavano anche Beat Opera) un corpo musicale continuo formato da 18 canzoni di Dylan (non Thomas) associate ad un preciso allestimento scenico. Da lì in poi molti musicisti rock si cimentarono nella produzione di dischi concettuali (appunto Concept Album e non dischi di concetto dietro cui potremmo immaginarci la mente creativa di un burocrate/impiegato di concetto). Il rock ne annovera nei suoi anni migliori (dal 1968 al 1975) molti, forse troppi, ma tra questi alcuni veri capolavori (traslati anche su pellicola cinematografica con registi di indubbia grandezza), altri insulse accozzaglie di canzoni a volte nemmeno legate tra loro o, infine, spartiacque tra 2 periodi di (in/ri)-evoluzione di un gruppo (di cui forse vi racconterò). TOMMY prodotto dalla brillantissima mente di Pete Townshend, il re dei gruppi MODS (sapete quei ragazzacci inglesi che usavano la lambretta e si picchiavano con altri gruppi giovanili sia a Londra che in stazioni balneari della Perfida Albione). Rapida la trame: un bimbo nasce ceco, sordo e muto e ne passa di cotte e di crude (e Uncle Urnie ci mette del suo) ma alla fine grazie all’opera amorevole della Acid Queen lui diventa un mago del bigliardino e realizza la sua vita. La trama sembra stupida ma non lo è e la musica è ancora meglio della trama, insomma un vero CAPOLAVORO che fece cassetta al cinema (metà anni settanta). Vedere e sentite per credere.
Uncle Ernie Doctor (proud to be Doctor Pleva friend)