LE CARAMELLE SONO SEMPRE BUONE (MA A VOLTE FANNO VENIRE IL DIABETE)

Scritto da il 19 Gennaio 2026

Vox populi Vox dei”, certo il dire comune è dire di DIO. Parafrasando un amico, attualmente annoverato nel registro dei FU SICCOME IMMOBILE, che con estremo sarcasmo a chi lo accusava di dormire troppo e gli sfornava un bel “Chi dorme non piglia pesci” lui ribatteva che i pesci non gli erano mai piaciuti, così stia ben attento (e lui non ha prestato attenzione) chi non crede nel dire comune CHE PESTE LO COLGA e si prepari ad un precoce attraversamento dello STIGE. Indubbiamente, il nostro dio parcellare (attualmente il NUTRIZIONISTA) ha ragione a dire che ingozzarsi di caramelle faccia indubbiamente male, sia al portafoglio (le caramelle sono buone ma costano milioni) che al fisico. Certo non assumerle ogni tanto ci porta in quella condizione di carenza zuccherina tanto nota al maratoneta.  Il rock annovera tantissimi produttori di caramelle. Similmente la pittura, la letteratura, il teatro ed il cinema sono pieni di coltivatori, produttori e venditori diretti di caramelle: il pubblico ne è sempre ghiotto e, poiché lo zucchero fa male, ora si accontenta anche del succedaneo, la caramella senza zucchero, una delle più grandi e fondamentali invenzioni della seconda metà del xxi secolo. Alcuni produttori sono molto scaltri: pensiamo a Franco Battiato. Di caramelle il nostro ne ha prodotte tante ma, per fortuna dell’intelletto di quelli che preferiscono dormire piuttosto che alzarsi all’alba per andare a pescare, ha sempre alternato la sua produzione sfornando anche prodotti più amari del fiele ma pieni di spunti musicali in grado (come un buon numero di unità di insulina ricombinante umana) di ridurci quella componente energetica zuccherina che sostiene il nostro senso comune delle cose che quasi mai dimostra acume e apertura al nuovo. Insomma il buon Franco Battiato era un onestissimo sperimentatore che non ha mai abbandonato il gusto per il nuovo e l’amaro (non quello del capo). Esiste un grande produttore di fiele che iniziò con una grandissima caramellina. Il nostro convogliò in tardiva età a nozze con Toyah Willcox (ancora adesso i due tubano come piccioncini sventolando senza vergogna ai frequentatori di YOUTUBE il loro perverso amore) introducendo prima dell’accasamento fiele per i suoi primi e superficiali ascoltatori (che lo sputarono inorriditi). Ma che fiele! Fiele che ha portato in tasca di chi lo ha saputo ascoltare soldi, soldi e ancora soldi. Poi, una volta saliti sul palco, i metabolizzatori di fiele lo hanno presentato aggiungendo zucchero, folte chiome, movimenti ben studiati, chitarre sfolgoranti e dita che sparano note facendo impallidire i più grandi impallinatori del vecchio West. Tex, il grande Tex e il suo fedele pard, il vecchio Kit Carson – barbetta mefistofelica, si abbacchiarono ma poi il rospo lo hanno digerito. Ora che dire. Nulla. Ma sapendo di voi quello che pochi sanno e io non voglio né posso dire ciò che so, vi dico solo che al primo di voi che indovina chi sia l’amante-sposo della nostra Toyah (Ta dise gioia pa’ non dite …) sarà omaggiato di caramella estremamente zuccherina corredata da giusta insulina.D’altro canto sono o non sono il dottore di Uncle Ernie. E poi?  Ma quella sarà un’altra storia (e non di fantasia).

Dott PLEVA

 

 


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