TUFF GONG,THE KING OF RAGGAE.
Scritto da Redazione il 27 Giugno 2026

I testi delle sue canzoni andrebbero studiati a scuola. Soprattutto di questi tempi: un inno alla pace, al rispetto e all’amore verso le donne. Lui, che aveva vissuto l’abbandono di suo padre e sapeva da dove veniva la sofferenza sua e di sua madre. Ma quella sofferenza, proprio come nella più profonda filosofia buddista, aveva saputo guardarla in faccia e, attraverso una profonda fede in Dio, trasformarla in amore vero: verso gli altri, verso il mondo.
Il suo mondo parlava di diritti umani, rispetto, tutela delle minoranze, amore per le donne. Quel mondo che lui ha amato e che ha amato lui, ma che se l’è portato via troppo presto, proprio dopo aver gridato il suo messaggio a San Siro, nel mitico concerto del 27 giugno 1980, davanti a 80 mila persone.
Un tumore ce l’ha tolto, ma il suo messaggio resta, più forte che mai: No Woman, No Cry, One Love, Redemption Song, dove dice: «Emancipatevi dalla schiavitù mentale: nessuno, a parte noi stessi, può liberare la nostra mente».
Grazie, Bob, per i tuoi messaggi di pace, uguaglianza e gioia di vivere. Ti celebriamo oggi con questa canzone, dove canti di un popolo di soldati, con i rasta proprio come i tuoi, che combattono una guerra inutile, come tutte le guerre, contro il loro stesso popolo.
Chicca