THE LIZARD KING
Scritto da Redazione il 3 Luglio 2026

Nasce prima l’uomo o il poeta? Nasce prima il poeta o il cantante? Difficile da dire quando si parla di una personalità eclettica, magnetica e mistica come la sua: James Douglas Morrison, al mondo Jim.
Mai come prima era esistita una personalità così eclettica e tenebrosa, il cui misticismo si mescola a un talento senza precedenti, dove l’eccesso di follia e di genio si mischiano inevitabilmente alle droghe, quelle di moda a quei tempi, quelle che avevano spinto Brian Jones a morire sul fondo di una piscina e Syd Barrett alla follia.
Il panorama musicale era agli albori di un rock psichedelico incarnato benissimo dal genio dei The Beatles e dei Pink Floyd. Jim aveva qualcosa di diverso, di esoterico e misterioso, già nel suo sguardo: presente ma altrove, una mente libera che esprimeva, attraverso le sue poesie, scenari e panorami surreali, legati alla cultura hippie, il cui popolo lo consacrò come vero sex symbol.
«Non volevo nascere (e sono nato), non volevo vivere (e sto vivendo), ma quando morirò andrò in paradiso (perché l’inferno lo sto già vivendo).»
Jim si distingue per i testi e per la musica. Il suo genere non è semplicemente psichedelico e maledetto: è folk e rock; il piano elettrico e l’organo si fondono all’unisono, creando capolavori intensi come Riders on the Storm, L.A. Woman, Light My Fire, Roadhouse Blues e The End.
Come per tanti altri, la droga e gli eccessi lo portano via a Parigi, nel 1971, dove verrà poi sepolto, si è ipotizzato annegato in una vasca da bagno. Nasce il mito in quell’appartamento, dove, a soli 27 anni, Morrison trova la morte. Tutto assume un significato, tutta la sua poesia trova il proprio centro attraverso la morte.
«Non volevo nascere (e sono nato), non volevo vivere (e sto vivendo), ma quando morirò andrò in paradiso (perché l’inferno lo sto già vivendo).»
Chicca