THE BELFAST BLUESMAN.
Scritto da Redazione il 10 Luglio 2026

Se mi chiedete chi è stato il più grande chitarrista di tutti i tempi, potrei citarne almeno dieci che sarebbero in cima alla lista: Jimmy Page, Hendrix, Gilmour, Clapton, Stevie Ray Vaughan, Prince… solo per iniziare. Ma oggi voglio parlarvi di uno dei più grandi interpreti del blues: bianco, irlandese, sottovalutato ma potentissimo. Il suo vibrato faceva parlare letteralmente le corde della sua chitarra: Robert William Gary Moore, al mondo Gary Moore.
Inizia, incoraggiato dal padre, a suonare la chitarra all’età di 14 anni, ispirato da chitarristi come Albert King, Jimi Hendrix ed Elvis. Ma a credere in lui fu il chitarrista Peter Green dei Fleetwood Mac, che fu suo mentore quando Gary si trasferì a Dublino nel 1968. Gary gli dedicherà un album nel 1995, intitolandolo Blues for Greeny.
Canzoni come Still Got the Blues, Story of the Blues, Parisienne Walkways e Naked Flame sono inni di un blues rock dall’anima profonda e romantica, struggenti come gli assoli di chitarra che, ad ascoltarli, fanno venire la pelle d’oca. Non c’è molto da dire su questo artista: parlano per lui la sua voce profonda e la sua straziante chitarra. Voglio che ascoltiate lei più delle mie parole.
Gary andrebbe nominato più spesso da chi di musica si nutre, come voi, cari amici. Vi esorto ad ascoltare questo pezzo dal vivo, dove l’assolo di chitarra finale è un capolavoro assoluto della musica di tutti i tempi.
Chicca